Horrea di Ortensio e Horrea dell'Artemide

Pannello 24 - Ubicazione

Gli Horrea (magazzini) di Ortensio (A), il cui impianto risale forse all’epoca tardo-repubblicana (I secolo a.C.), costituiscono uno dei più antichi esempi ostiensi di questa tipologia di edifici, e conservarono nel tempo il livello originario.

Sono caratterizzati dalla presenza di un’ampia corte interna, circondata da colonne di tufo, su cui si aprono le cellae (ambienti di stoccaggio delle merci) in opera reticolata.

Tra due celle si addossò un tempietto (B), il cui costruttore Lucio Ortensio, capitano della flotta militare di Miseno, è ricordato nel pavimento musivo.

Pannello 24 - Figura 1Pavimento a mosaico del sacello (B), con disco solare in marmo e fiaccole ai lati
(Studio 3R)
L. Ortensio Eraclide (?), capitano della flotta pretoria di Miseno fece costruire il tempietto in seguito ad un voto. Il sacerdote Giulio Vittorino fece eseguire il mosaico a proprie spese.

I vicini Horrea dell’Artemide (C), così chiamati dal rinvenimento di una raffigurazione della dea e costruiti in età traianea (98-117 d.C.), presentano anch’essi un cortile interno; sorgono su un edificio precedente a carattere commerciale, indizio del fatto che l’area svolgeva una funzione preminente di deposito di merci già dal I secolo a.C.

Pannello 24 - Figura 2Assonometria ricostruttiva del sacello (B)
(T. Bakker)
Pannello 24 - Figura 3Frammento di affresco raffigurante Diana cacciatrice, proveniente dagli Horrea dell’Artemide (C)

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