I Marmi - Piazzola 8 - Bigio africanato

Pannello 103 - Ubicazione

La qualità variegata dell’africano si esaurì probabilmente già in età flavia (fine I secolo d.C.), epoca in cui le cave producevano ormai solo una varietà grigiastra di rado attraversata da venature rosse, come attestato dai moltissimi blocchi ancora presenti presso il sito estrattivo di Karagöl a Teos.

Pannello 103 - Figura 1Seferihisar, Teos. Grandi blocchi gradinati in bigio africanato giacenti presso la cava di Karagöl

I frammenti di colonna tassellata (A-B, X), oltre a rappresentare a oggi un unicum, testimoniano il complesso e laborioso tentativo di realizzare artificialmente l’originaria qualità policroma dell’africano, ormai difficilmente reperibile, inserendo in un fusto di tonalità grigia tasselli dal profilo sinuoso della varietà rosso brecciata.

Pannello 103 - Figura 2Recupero dal Tevere presso il ponte della Scafa del grande fusto in bigio africanato nel 1988 Pannello 103 - Figura 4Fusto di colonna in bigio africanato, impreziosito da tasselli in africano rosso
Pannello 103 - Figura 3Dettaglio del fusto tassellato con staffa di restauro, incavi vuoti con cavità per perni e con tasselli
(Bruno M. 2008)

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