Ostia Antica tra i siti italiani candidati al Marchio del Patrimonio Europeo

Selezione 2019 al Marchio del Patrimonio Europeo: Il Parco Archeologico di Ostia Antica tra i siti italiani candidati.

Il Parco Archeologico di Ostia antica supera le preselezione italiaana della Commissione Europea per la candidatura al Marchio del Patrimonio Europeo 2019. I siti di ben 19 paesi europei verranno valutati, da una commissione di esperti indipendenti, in base alla loro capacità di essere espressione dei valori fondanti dell'Europa.   

Il Marchio del Patrimonio Europeo riunisce siti eminenti che rivestono un valore simbolico per l'Europa. Tutti i siti a cui è stato attribuito tale marchio hanno ricoperto un ruolo significativo nella storia e nella cultura dell'Europa e nell'integrazine europea.

Istituito nel 2006 dai governi nazionale quale iniziativa congiunta, oggi il marchio è gestito dalla Commissione Europea. I siti designati con il Marchio del patrimonio europeo sono attentamente selezionati a livello nazionale e di Unione Europea, tnendo conto del valore simbolico e delle attività offerte, che evidenziano la collocazione e il ruolo nella storia europea e/o nello sviluppo,  nonchè nela promozione dei valori alla base dell'integrazione europea.

Ostia e il Marchio del Patrimonio Europeo: il perché della candidatura

Ostia antica costituiva la porta di Roma per uomini e donne provenienti da ogni parte del Mediterraneo. Il sito è rilevante per la sua vocazione alla multiculturalità, alla convivenza civile e all’integrazione: luogo di circolazione di merci, di culture e religioni differenti che convivevano in un Impero da considerarsi predecessore dell’odierna Europa. Per comprenderne appieno la rilevanza internazionale, di luogo di incontro e di scambio non solo commerciale, ma culturale, non si può disgiungere Ostia da Portus. Il sistema Ostia-Portus, porta e porto di Roma e dunque dell’impero, pertanto costituisce la chiave per leggere la vocazione alla circolazione internazionale di Ostia.

La multiculturalità di Ostia è evidente in alcuni monumenti, in particolare il Piazzale delle Corporazioni: sui mosaici pavimentali sono iscritti i nomi delle genti provenienti dai principali porti dell’attuale Francia (Narbonne), Spagna (Tarragona, Cadice) e Africa mediterranea (Cartagine) che a Ostia avevano propri uffici e sedi corporative.

Per Ostia antica la parola chiave è integrazione. Se ampliamo lo sguardo al porto di Ostia – e di Roma – ovvero Portus, il porto costruito dall’imperatore Claudio e ampliato da Traiano, la parola chiave diventa circolazione: una vocazione che il territorio ha ancora, dato che a pochi metri dal Molo Nord del Porto di Claudio sorge oggi l’aeroporto di Fiumicino. Integrazione e circolazione sono le due grandi sfide dell’Europa di oggi: integrazione tra genti ed etnie all’interno dell’Europa stessa e nei confronti delle persone extraeuropee che giungono in Europa; circolazione libera dei cittadini dell’Unione Europea all’interno dei confini degli Stati membri, con attenzione all’eguaglianza dei diritti per tutti; circolazione delle merci in un mercato unico con una moneta unica, oggi come all’epoca dell’impero romano.

Oggi, inoltre, Ostia è al centro di una rete internazionale di studio con Università e Istituti europei di ricerca (Francia, Spagna, Belgio, Germania, Finlandia).

Per sapere di più sul Marchio del Patrimonio Europeo, sullo spirito che lo anima e sulle sue finalità:http://www.marchiopatrimonioeuropeo.beniculturali.it/

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