Epigrafia ostiense dopo il CIL

08/03/2019

Sarà presentato venerdì 8 marzo, alle ore 15.30 presso la sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei - Palazzo Corsini, il volume Epigrafia ostiense dopo il CIL. 2000 Iscrizioni funerarie, progetto scientifico a cura del professor Fausto Zevi.

Ostia è, dopo Roma, la città dell'impero che ha restituito il maggior numero di iscrizioni latine.

Risale al 1887 la pubblicazione del XIV volume del CIL, il Corpus Inscriptionum Latinarum - mastodontica opera di raccolta e trascrizione avviata da Theodor Mommsen e fondamentale punto di partenza per ogni studio dell'epigrafia latina. CIL XIV raccoglie tutte le iscrizioni note da Ostia fino, dunque, al 1887; un supplemento, il Supplementum Ostiense, fu pubblicato nel 1930 e raccolse tutte le iscrizioni venute in luce nel corso della grande stagione di scavi avviata nel primo trentennio del Novecento. Le iscrizioni venute in luce invece durante i "Grandi Scavi" degli anni 1938-42, nonché quelle venute in luce negli anni successivi, non sono mai state pubblicate compiutamente in un unico corpus.

2000 iscrizioni funerarie

copertina Epigrafia ostiense dopo il cil Ecco che il volume, il cui progetto scientifico è del Professor Fausto Zevi, finalmente consente di riunire insieme tutte le iscrizioni funerarie rinvenute ad Ostia dopo il 1930. Ognuna delle 2000 epigrafi è corredata da una scheda, dalla trascrizione e dalla fotografia: un lavoro di schedatura lungo e complesso, condotto con la finalità di portare nuovi dati per la consocenza della società ostiense attraverso ciò che le iscrizioni ci rivelano; l'onomastica in particolare è un elemento fondamentale per capire le provenienze degli abitanti di Ostia, porta dell'Impero, nella quale confluivano genti da tutto il Mediterraneo.

Alcune delle iscrizioni schedate nel volume sono esposte nell'area degli Scavi di Ostia nei luoghi e contesti di ritrovamento; altre provengono dalla Necropoli Laurentina; alcune infine sono esposte (come il sarcofago in fotografia) nel museo Ostiense.

sarcofago Atlante e lupaSarcofago di un bambino di 7 anni, Lucio Caltilio Salutare, con centauri e Atlante che sorregge un clipeo con la Lupa e i gemelli. Il sarcofago è esposto nel Museo ostiense

Epigrafia ostiense dopo il CIL. 2000 iscrizioni funerarie, è un progetto scientifico di Fausto Zevi, a cura di Maria Letizia Caldelli, Mireille Cébeillac-Gervasoni, Nicolas Laubry, Ilaria Manzini, Raffaella Marchesini, Filippo Marini Recchia e Fausto Zevi con contributi di Antonio Licordari. Cura editoriale e indici di Raffaella Marchesini (Edizioni Ca' Foscari, Venezia, 2018).

Le fotografie sono dell'Archivio fotografico di Ostia antica e di Filippo Marini Recchia.

copertina iscrizioni ostiensi