Le terme del Buticosus sono riaperte al pubblico

27/01—31/12/2020

I restauri delle Terme del Buticoso

Dopo un sapiente intervento di restauro, il sito termale del Buticosus, è nuovamente fruibile, rendendo ancora più completo il percorso all'interno dell'antica città di Ostia.

L'impianto termale è costituito da un balneum a gestione privata, che era aperto al pubblico a pagamento, con un particolare sistema a gettoni, ed era dotato di ambienti per la balneazione, decorati con affreschi e mosaici.

Il complesso, di età traianea, prende il suo nome dall'antico gestore, Epictetus Buticosus, ritratto all'interno di un mosaico come balneator, bagnino, con lo strigile e la situla, intento ad assistere i bagnanti.

I restauri hanno consentito di recuperare anche la ricca decorazione pittorica, che riproduce un giardino fiorito, su fondo rosso, con vasi finemente decorati.

Terme del Buticoso moraico restauratoTerme del Buticoso: il mosaico restaurato

Mosaici e affreschi ritornano all'antico splendore

terme del buticoso restauro in corsoIl restauratore Giancarlo di Gaetano mentre pulisce uno dei pavimenti a mosaico “In questo bagno termale irrompe la vita” spiega il direttore Mariarosaria Barbera, “con il ritratto musivo del balneator, il bagnino gestore Epictetus Buticosus, che reca in mano lo strigile e il secchio (la situla) per assistere i clienti”. Il mosaico che raffigura Buticosus è stato restaurato da Anna Borzomati e Giancarlo Di Gaetano, nel cantiere diretto dal funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica Claudia Tempesta.
In questo piccolo stabilimento privato manca la palestra, come in diversi altri balnea di Ostia antica, un ambiente che invece caratterizza le vere e proprie thermae. Ma per attrarre clienti il titolare ne arricchì le pareti con sontuosi affreschi a sfondo rosso, sul quale si stagliano foglie verdi e grandi vasi gialli, che dovevano ricordare i giardini e le fontane che impreziosivano le prestigiose terme imperiali di Roma.
Per l’archeologa Claudia Tempesta il principale risultato raggiunto “è naturalmente quello conservativo. Con il restauro si è restituita l’integrità e la possibilità di lettura di apparati decorativi molto compromessi: in particolare, nell’ambiente 2 sono tornati in luce particolari da tempo non più visibili (e mai documentati in precedenza, quali fiorellini bianchi dipinti a secco sull’intonaco rosso); nell’ambiente n. 3 è tornato perfettamente leggibile il mosaico del Buticoso con relativa iscrizione, importante perché da esso prende il nome dell’intero complesso; nell’ambiente n. 5 è stato riportato in luce il mosaico, completamente coperto che, seppure privo di motivi decorativi, permette oggi di apprezzare un piccolo ambiente termale riscaldato, probabilmente una sauna o
laconicum”.
terme del buticoso restauro affrescoLa restauratrice Anna Borzomati mentre restaura l'affresco Il secondo risultato, prosegue Tempesta, “è l’acquisizione di una maggiore conoscenza del complesso, che non è mai stati oggetto di uno studio specifico, delle sue fasi edilizie e degli interventi di restauro moderno: lo scavo che si è accompagnato al restauro ha documentato, ad esempio, il sistema di riscaldamento con pavimento sopraelevato e ha permesso di individuare laterizi bollati in precedenza ignoti, che permetteranno di precisare la cronologia delle diverse fasi. Le analisi strumentali e le operazioni meccaniche di restauro hanno permesso di individuare e documentare la sovrapposizione di diversi strati di intonaco dipinto, con motivi decorativi diversi; il focus sul complesso e su alcuni ambienti ha messo a fuoco le caratteristiche costruttive e le modifiche funzionali intervenute nel corso del tempo, di importanza decisiva per la ricostruzione della storia dell’edificio”.

Un pigmento prezioso: il blu egizio 

Nel corso dei lavori sono state effettuate analisi strumentali volte a identificare i componenti chimici dei pigmenti e delle malte di preparazione, sia per quanto riguarda la pellicola pittorica sia per quanto riguarda gli strati di preparazione. Se ne sono occupati, grazie alla collaborazione con il Dr. Paolo Tomassini (Università di Lovanio), i chimici del Pratt Institut di New York, coordinati dalla Prof.ssa Eleonora Del Federico, effettuando analisi strumentali con raggi X fluorescenti, spettroscopie infrarosse e risonanze magnetico nucleari. “Il connubio tra archeologia e scienza” racconta Tomassini “permette di raggiungere risultati inediti e di vedere l’invisibile: è stato possibile ricreare la paletta cromatica del pittore romano, che usava colori a base di ocre e terre, ma la scoperta di carattere più eccezionale è stata l’alta presenza riscontrata del blu egizio, il prezioso pigmento a base di rame che Vitruvio lodava per il suo colore vivace e per il suo prezzo elevato. Nelle Terme di Buticoso, il blu egizio dona maggiore lucentezza ai colori verde e bianco. Se l'occhio nudo non riesce a scorgerlo una volta mescolato ad altri pigmenti, il blu egizio riappare nella sua nitidezza grazie alla luminescenza”.

terme del buticoso affresco restauratoTerme del Buticoso: l'affresco restaurato

Il restauro delle Terme del Buticoso: i numeri

L'Importo dei Lavori è ammontato a 300mila euro su due anni
- superficie complessiva Terme del Buticoso: 500 mq circa
- superficie mosaici restaurati nel corso del primo lotto (ambienti nn. 3 e 5): circa 30 mq
- superficie affreschi restaurati e/o messi in sicurezza (ambienti nn. 1-2): ca. 40 mq
- superficie complessiva dell'ambiente 4 (che sarà oggetto dei lavori del secondo lotto): 70
mq (in larga parte rivestiti a mosaico pavimentale)

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