Area dell’Iseo Portuense

Statua IsideStatua di Iside Pharia dall'Iseo Portuense, oggi conservata nel Museo Ostiense

Il rinvenimento dell'Iseo

Nel 1969, durante la costruzione di un serbatoio nel terreno della raffineria S.a.r.o.m. (Società Anonima di Raffinazione degli Olii Minerali), furono scoperti diversi resti archeologici, attualmente non più visibili. Scavi successivi condotti nel 1975-77 portarono alla luce alcune strutture, collocate intorno a un cortile trapezoidale; l’edificio settentrionale è stato interpretato come impianto termale della fine del II secolo d.C., mentre nel complesso meridionale si è riconosciuto il santuario di Iside Pharia, divinità egizia che in età ellenistica divenne protettrice dei naviganti.

Il santuario di Iside o Iseo Portuense era già noto da alcune iscrizioni poste dai fedeli, relative soprattutto agli ultimi restauri condotti nel 375-378 d.C., pochi anni prima della soppressione dei culti pagani da parte dell’imperatore Teodosio (380 d.C.). L’identificazione del tempio è avvenuta grazie al ritrovamento di una grande statua in marmo bigio antico, raffigurante un personaggio femminile panneggiato accompagnato da un serpente; la statua raffigurava certamente Iside con il serpente Agathodaimon (“genio benevolo”) ed è attualmente conservata al Museo Ostiense, presso gli scavi di Ostia Antica.

L'area archeologica non è al momento visitabile.